L’affermazione che, ad oggi, il marketing è ovunque, probabilmente è vera.
Affrontiamo uno dei concetti più discussi, e forse sottovalutati, del settore: il marketing editoriale. In buona parte delle case editrici, soprattutto quelle medio-piccole, e soprattutto in Italia, il marketing non esiste come funzione autonoma. Eppure è proprio qui, in questo spazio vuoto tra la produzione di un libro e il suo pubblico, che entra in gioco il marketing editoriale.
Costruire una strategia di comunicazione capace di connettere un prodotto culturale con le persone giuste, nel momento giusto, attraverso i canali giusti, è tutt’altro che un aspetto da sottovalutare. In questo articolo scopriamo come funziona davvero la comunicazione in una casa editrice, quali strumenti si usano, chi li gestisce e soprattutto perché sempre più realtà editoriali stanno scegliendo di affidarsi a un’agenzia specializzata per farlo bene.
Cosa si intende per marketing editoriale?
Il marketing editoriale è una branca specifica del digital marketing applicata al mondo dell’editoria. In termini pratici, comprende tutte le tecniche, le strategie e gli strumenti utilizzati per promuovere e vendere un libro, o un catalogo, o una stessa casa editrice, sia online che offline.
Ma c’è una differenza sostanziale rispetto al marketing di altri settori: la natura del prodotto. Il libro ha infatti una duplice natura, ossia è un oggetto culturale, oltre ad essere un oggetto di mercato. Come tale, dunque, richiede un approccio emozionale, narrativo, capace di accendere la curiosità in un pubblico che spesso non sa ancora di volerlo leggere.
Fare marketing per un libro significa raccontare una storia dentro la storia. Significa costruire attesa, generare conversazione, posizionare il titolo all’interno di un catalogo e quel catalogo all’interno di un’identità di brand precisa e riconoscibile. E questo vale sia per le grandi case editrici che per le realtà indipendenti.
Come comunicano le case editrici?
La risposta onesta è: in modo molto diverso, e spesso non abbastanza sistematico. Infatti:
- Grandi case editrici: qui esistono uffici marketing strutturati, con figure dedicate, budget pianificati e campagne integrate.
- Piccole e medie case editrici: la comunicazione è gestita in modo artigianale dall’editore stesso, dall’ufficio stampa, dall’ufficio commerciale, spesso tutte le tre cose insieme.
Quindi, pur avendo il nostro Paese una tradizione editoriale ricchissima, fatta di tanti piccoli editori indipendenti, questo modo di lavorare fa sì che il risultato, spesso, è il frutto di un’assenza di strategia coerente alle spalle.
Gli strumenti ci sono: i social media, la newsletter, il sito web, le campagne Google, le fiere del libro, le presentazioni, i rapporti con librai e blogger. Ma raramente vengono usati in modo integrato, con obiettivi chiari, metriche di monitoraggio e una narrativa di brand che li tenga insieme. Eppure è esattamente questo elemento, ossia la coerenza tra tutti i touchpoint, che trasforma la comunicazione di una casa editrice in qualcosa di davvero efficace.
Gli strumenti del marketing editoriale oggi
Vediamo ora nel concreto di cosa si compone una strategia di comunicazione editoriale moderna.
- Social media: Instagram e TikTok sono diventati il cuore pulsante della book community italiana. Il fenomeno del BookTok ha dimostrato che i lettori esistono, sono attivi, parlano di libri e influenzano le scelte d’acquisto di migliaia di persone. Per una casa editrice, presidiare questi spazi è ormai una necessità, attraverso la costruzione di contenuti che raccontino i valori del brand, il processo editoriale, gli autori, le storie dietro le storie.
- Newsletter: tra tutti gli strumenti digitali, la newsletter è quello con il ritorno più stabile e prevedibile. Raggiunge un pubblico che ha già scelto di seguire la casa editrice, che è già coinvolto e interessato. Non è il canale per fare awareness, ma è senza dubbio quello per convertire, fidelizzare e creare un rapporto diretto con i lettori, che nel tempo diventano ambasciatori del brand.
- Sito web e SEO: il sito di una casa editrice è il suo catalogo online, ma soprattutto la vetrina digitale del brand, il punto di riferimento per chiunque voglia approfondire. Un sito ben strutturato, ottimizzato per i motori di ricerca e con testi pensati per intercettare le ricerche dei lettori potenziali, può generare traffico organico costante senza richiedere un investimento pubblicitario continuo. La SEO, in ambito editoriale, è ancora largamente sottovalutata, ed è esattamente per questo che rappresenta una grande opportunità.
- Fiere ed eventi: il Salone del Libro di Torino, Più Libri Più Liberi a Roma, Testo a Firenze, sono appuntamenti che restano fondamentali nel calendario editoriale. Nonostante ciò, oggi non basta presenziarvi. Le case editrici più smart integrano la presenza in fiera con campagne social, coinvolgimento di book influencer, contenuti live, hashtag dedicati, in modo che la fiera diventi un momento di comunicazione che va oltre la vendita.
- Campagne digitali a pagamento: Google Ads e le campagne social permettono di raggiungere lettori potenziali nel momento esatto in cui cercano qualcosa di simile a ciò che la casa editrice pubblica. Con il giusto targeting e una landing page ben costruita, questi strumenti possono sostenere il lancio di un nuovo titolo in modo misurabile ed efficace.
Come promuovere una casa editrice: il valore del brand
Un aspetto che spesso viene trascurato nella comunicazione editoriale, nonostante sia forse il più importante sul lungo periodo, è la costruzione del brand. I lettori, infatti, non scelgono solo i libri, ma anche le case editrici. La fiducia nel marchio editoriale è uno dei fattori che influenza significativamente le decisioni d’acquisto.
Costruire un brand editoriale forte significa avere un’identità chiara: una missione, dei valori, uno stile comunicativo coerente su tutti i canali, una voce riconoscibile. Significa anche saper raccontare tutto ciò che c’è intorno ai libri : il processo di selezione, la cura grafica, i rapporti con gli autori, il territorio di riferimento. In altre parole, significa fare content marketing con intelligenza e continuità.
Case study: Maschietto Editore e il progetto digitale firmato Diseo Agency
Un esempio concreto dello sviluppo di una strategia di marketing editoriale coerente è il progetto sviluppato da Diseo Agency per Maschietto Editore, casa editrice fiorentina attiva dal 1994 nel campo dell’editoria d’arte.
Obiettivi strategici
L’obiettivo era quello di dare alla casa editrice una presenza digitale all’altezza della qualità editoriale che da trent’anni contraddistingue il loro lavoro. Abbiamo lavorato su più livelli:
- keyword research approfondita per capire come i potenziali lettori e acquirenti cercano contenuti nel settore dell’editoria d’arte
- analisi SEO completa per identificare le opportunità di posizionamento organico
- progettazione e sviluppo del sito web nella sua interezza, dalla struttura dell’interfaccia grafica ai testi, pensati per essere allo stesso tempo informativi, coerenti con il tono editoriale del brand e ottimizzati per i motori di ricerca.
Risultati
Il risultato è un sito che, oltre a essere un catalogo online, è uno strumento di comunicazione e posizionamento: racconta l’identità di Maschietto Editore, valorizza i titoli in catalogo, e intercetta il pubblico di riferimento (appassionati d’arte, studiosi, collezionisti, musei, istituzioni culturali) con contenuti pertinenti e una navigazione pensata per l’utente.
Abbiamo quindi unito la visione strategica alla competenza tecnica, per trasformare la comunicazione di una casa editrice in un asset reale e misurabile.Se sei un editore o un lavoratore nel settore che vuole costruire una presenza digitale solida, Diseo Agency è pronta ad ascoltarti. Contattaci per scoprire come possiamo lavorare insieme.